La Cibek: fonderia alluminio dal 1968

La Cibek pressofusione

Dal 1968 La Cibek è una fonderia alluminio e zama di riferimento, specializzata nella pressofusione alluminio e nel controllo rigoroso dei processi.

Sempre attenta all’evoluzione del processo di pressofusione, La Cibek è oggi in grado di offrire soluzioni competitive e conformi agli standard richiesti dal mercato.

Come fonderia alluminio, abbiamo maturato nel tempo una competenza mirata nella produzione di getti per settori come: automazione industriale, elettrodomestici professionali, elettronico, elettrico, impianti GPL-metano per auto, macchine agricole, macchine per la pulizia industriale, oleodinamico, pneumatico e strumenti di misura.

La filosofia di lavoro e l’approccio al mercato

La nostra azienda ha una filosofia di lavoro che trae origine da un presupposto fondamentale: una stretta collaborazione con il cliente finale per lo sviluppo del progetto in logica di CO-DESIGN.

Competenze di Progettazione e Ottimizzazione dei Costi

Le competenze di progettazione e di simulazione delle analisi di riempimento e delle temperature all’interno dello stampo consentono di ridurre le aree critiche di fusione. Le successive lavorazioni meccaniche, precise e mirate, permettono di ottenere getti di elevata qualità.

La nostra fonderia alluminio adotta soluzioni tecniche avanzate per ridurre al minimo le lavorazioni meccaniche necessarie alla realizzazione del getto pressofuso, ottenendo così una notevole riduzione dei costi di produzione.

In tempi rapidi, La Cibek è in grado di rispondere alle richieste più esigenti con soluzioni innovative. La sua estrema flessibilità organizzativa e produttiva consente di gestire anche piccoli lotti, con un minimo di 1.000 stampate, a prezzi competitivi.

Fonderia specializzata in pressofusione

Die-Casting Enterprise Network

Siamo un gruppo di fornitori specializzati nella pressofusione di alluminio e leghe speciali, in grado di offrire un servizio completo: dalla industrializzazione del particolare pressofuso, alla progettazione e costruzione dello stampo e tranciabave, includendo anche la simulazione del riempimento con il programma CASTLE. Ci occupiamo della pressofusione di alluminio con macchine fino a 650 ton, e offriamo lavorazioni di finitura e meccaniche richieste dal cliente, completando il processo per garantire che il getto sia pronto per l’assemblaggio.

– LA PRESSOFUSIONE DI ALLUMINIO NELLA STORIA –

Storia ed evoluzione della pressofusione

La pressofusione nasce negli Stati Uniti da un’idea di Herman Doehler co-fondatore della Doehler-Jarvis che sviluppò la prima macchina di pressofusione. Sempre negli Stati Uniti, nel 1915 fu prodotto il primo pressofuso di alluminio al mondo per un utilizzo commerciale.

Nel 1938 la Triulzi di Milano, copiando da una vecchia “Polak“, progetta e costruisce la prima macchina orizzontale adatta a fondere sotto pressione alluminio in lega. Con questa tecnologia si superano i vecchi concetti di colata fino ad allora in uso, ovvero la fusione in sabbia e conchiglia.

Le presse inizialmente non erano dotate di un sistema di chiusura a ginocchiera e neppure di “forze” di moltiplicazione con bombole di gas inerte (Azoto), utilizzavano pompe per alimentare grandi cilindri ad acqua compressa.

Negli anni, nascono in provincia di Brescia decine di aziende che traggono vantaggio dall’evoluzione tecnologica e producono pressofusi in modo sempre più efficiente e competitivo con sistemi di iniezione a ciclo chiuso, costituendo, di fatto, un distretto della pressofusione di alluminio con baricentro su Brescia.

METODOLOGIE DI PRODUZIONE E TECNOLOGIE

La pressofusione, era inizialmente definita come fonderia alluminio in conchiglia sotto pressione. Si tratta di un procedimento di fonderia dove il metallo fuso, alluminio o zama, viene iniettato ad alta pressione in uno stampo. Questo particolare procedimento è stato utilizzato inizialmente negli USA nella seconda metà dell’800.

Lo stampo utilizzato è in realtà composto da due semi stampi, di solito in acciaio temprato. Data questa caratteristica dello stampo, è possibile fondere solo materiali che hanno il loro punto di fusione a una temperatura inferiore rispetto a quella con cui lo stampo è stato costruito.

I materiali utilizzati nella pressofusione sono in prevalenza alluminio e zama (leghe di zinco). La pressione necessaria per iniettare il metallo da fondere è in genere piuttosto elevata e può andare da 20 a 1500 bar. La pressione può essere mantenuta per l’intera durata del processo (fino alla solidificazione del metallo).

In seguito alla fase di iniezione avviene la fase di raffreddamento dello stampo, che viene effettuata utilizzando un liquido refrigerante all’interno dello stampo attraverso circuiti di termoregolazione.

In La Cibek il ciclo della nostra fonderia alluminio è completamente automatizzato, garantendo alta produttività e standard qualitativi eccellenti.

PRESSOFUSIONE A CAMERA CALDA E CAMERA FREDDA

La pressofusione a camera calda avviene grazie a un forno che consente un migliore controllo della temperatura di fusione e una produttività più elevata. Nel caso della pressofusione a camera calda, la pressione necessaria è inferiore rispetto alla pressofusione a camera fredda e difficilmente supera i 130/140 bar.

La pressofusione a camera calda viene utilizzata essenzialmente per le leghe di zinco (zama) e consente una finitura superficiale elevata.

Il processo in camera fredda avviene con un minor controllo della temperatura del getto liquido e una produttività inferiore in quanto richiede più tempo nella fase di iniezione.

La pressofusione in camera fredda consente di utilizzare una scelta più ampia di materiali (leghe alluminio ed anche zinco) e di raggiungere pressioni più elevate (1500 bar).